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Scuola Calcio: riunione di programma per la prossima stagione

15 maggio 2010

I vertici a confronto a Villa Rostan. Per programmare il futuro.

Con la serenità dei forti. Di chi, cioè, ha colto appieno i traguardi di stagione – con 5 vittorie in campionato su 6 leve – i dirigenti della Scuola Calcio Genoa Cfc, hanno fatto il punto con i vertici societari.

In sede a Villa Rostannel pomeriggio di ieri, venerdi 14, incontro di punto e programma. Al tavolo Alessandro Zarbano, AD della società con Luca Barabino Consigliere d'Amministrazione e “patron” della cantera rossoblù, Stefano Capozzucca, Direttore Sportivo e Area Tecnica del Genoa, Michele Sbravati, Responsabile del Settore Giovanile e Luigi Pinna, Responsabile Organizzativo della stessa Scuola Calcio.

Si è fattto il punto. Sui risultati raggiunti, ma soprattutto sul futuro. Non tanto per autocelebrarsi per la stagione passata e il post campionato con i tanti tornei in corso, quanto per porre le basi di quella nuova. La stagione 2010/2011.

Crescita organizzativa, politiche di reclutamento, valutazione dello staff, attrezzature e strutture. Un punto articolato e profondo di confronto e programma, fatto con un unico obiettivo: fare crescere la Scuola Calcio Genoa.

Sia in termini tecnici, ma anche organizzativi, valoriali, di collegamento con le famiglie e il territorio, l'ambiente positivo che ci circonda. Essere sempre più d'esempio, non solo nei confini regionali, ma nazionali.

Insomma, senza battere la grancassa, ma con la consapevolezza di chi vuol far bene e mettere nelle condiizioni i nostri ragazzi di eccellere in campo e fuori. Di essere abili sul terreno di gioco, ma anche eccellenti fuori da questo. Il valore della “genoanità”.

Al termine dell'incontro, visi soddisfatti e distesi. Convinti di aver varato nuove idee e un bel programma. Avanti verso il futuro. Il Genoa Cfc Scuola Calcio, cresce. Con attenzione ai dettagli, con la profondità di chi ha davanti un percorso, una strategia delineata.

Tutto ciò, mentre i ragazzi fanno la loro: invitati in prestigosi tornei nazionali. Per tenere alto il simbolo della prima scuola calcio in Italia. Quella nata nel 1902.

Quando altri, giocando al pallone, si facevano ancora male ai piedi.

 

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