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“La ballata dell’amore salato” un romanzo da genoani, di Roberto Perrone

18 novembre 2009

Mondadori editore, 18 euro, in libreria. “

Ruotolo con Mercedes è come favelas con piscina. Chi è genoano di mezza età, non può non ricordare una delle più esilaranti battute di Branco, capitano della nazionale del Brasile e  storico terzino rossoblù.

E' uscito in questi giorni, ” Ballata dell’amore salato”. E’ l’ultimo romanzo di Roberto Perrone, autorevole giornalista sportivo del Corriere della Sera. Roberto, come tanti che leggono questo sito, ha un difetto: é un genoano a Milano.

 

Vogliamo recensire il libro, attraverso un intervento di un altro giornalista gelnovese-genoano. Quel Gian Piero Timossi, inviato de La Gazzetta dello Sport, che abbiamo letto tante volte.


Per chi ricorda ciò che Gian Piero cita, sarà un'occasione per emozionarsi.
E se volete leggere un bel romanzo, “La ballata dell'amore salato” di Roberto Perrone è in libreria, 18 euro, Mondadori Editore.

 

 

La vita ha le sue traiettorie. «Io voglio tirare la punizione diprima, Pato mi dice no, mi dice aspetta, te la sposto io, solo un po’, un niente». La sposta. «La barriera s’allontana, ho più spazio,s’allarga l’angolo. Calcio, sento il suono che fa il pallone». Il“Bianco” si ferma, ride: «Sento il suono, capisco subito che quella

palla sarà gol».

Sono passati 19 anni.  E’ il 25 novembre 1990, è ilderby, Sampdoria-Genoa. Finisce 1-2.

Quella traiettoria entra nellastoria del Genoa. Supera la barriera,

ma sbatte nella vita dei genoani.

 Entra e non uscirà più. Diventa 30.000 cartoline, per faregli auguri, un mese dopo, nel giorno di Natale. Quella è latraiettoria di Claudio Branco, terzino del Grifone e del Brasilecampione del Mondo. «Della punizione nel derby ho un quadro qui, nelsalotto di casa, a Rio, è il regalo di un mio amico genovese e

genoano».

 Questo racconta diciannove anni dopo Claudio Ibrahim VazLeal. Tranquilli, è sempre lui, Branco, il “bianco”. Branco tiravapunizioni micidiali. Come le sue battute. Un giorno, Gennaro Ruotolo,compagno in rossoblù, arrivò al Pio con la Mercedes. Il brasiliano loguardò e sorrise: «Ruotolo con Mercedes è come favelas con piscina».

Ricorda? «Ricordo, chissà se Gennaro è ancora arrabbiato?».  Pare di no, Branco può andare avanti. Spiega: «Ero appena arrivato a Genova,quel gol è il più importante della mia vita, anche qualcosa in piùrispetto a quello segnato in Brasile-Olanda, ai Mondiali». 

 

 

La storia:  Non sai mai dove può finire una traiettoria. Un volo puòtrasformarsi in gol, in trentamila cartoline, in un quadro, daappendere in salotto. Ma può anche diventare un libro ed è appena

successo.

La  punizione di Branco è cantata nella “Ballata dell’amoresalato”. E’ l’ultimo romanzo di Roberto Perrone. E’ un romanzo d’amoree commuove. Bellissimo, per farla breve. Dentro c’è anche la storia diquella punizione: è la prima e l’ultima traccia, è il filo rosso(blu), tiene unita la storia. Ma forse, più semplicemente, è latraiettoria di tre vite che s’incrociano, nel cielo di Genoa: unpadre, un figlio e una madre che non c’è più.

Parla il “Bianco”:  Branco il libro non lo ha ancora letto, «ma loaspetto, lo voglio». Però il Genoa continua a vederlo, anche ora cheha 45 anni e fa il dirigente di un’altra delle sue ex squadre, ilFluminense. «Il Grifone lo guardo in tv, sempre. Mi piace, mi diverte. L’ho visto anche contro l’Inter, ed era la partita sbagliata, ma chec’era un gioco, un’impronta, comunque. L’ho rivisto contro il Siena emi è sembrato di rivedere il nostro Genoa. Bello da morire, una festa».

Pausa, informazioni dal Brasile: «Tra due settimane ci sarà ilderby, non lo posso perdere. Chi vince? Non lo dico, scaramanzia, mavedo una punizione dello spagnolo, Zapater. Sarà una bella sfida, losento. Mi sembra di rivivere la stessa atmosfera che c’era nel nostroderby». Ricordi e promesse: «Ora sono impegnato con il Fluminense, mail 6 gennaio c’è la sosta e voglio portare i miei figli in Europa.Stefano ha 14 anni, Chiara 12. Visto? Tutti e due hanno nomi italiani.

Con loro voglio visitare Porto, Brescia e Genova, le città dove hogiocato.  E li voglio portare al Ferraris, nel nostro stadio». Igenoani lo aspettano. Branco aspetta il libro: «Per favore, fatemelospedire, magari nella sede del Fluminense Football Club. Scrivetel’indirizzo: rua Alvaro Cajas 42, Rio de Janeiro, nel quartiere

Laranjeirans.  Fatemi mandare il libro, per favore, lo pago, sicuro, ma voglio leggerlo».

Leggetelo anche voi. Magari, tra le sue pagine,troverete anche la vostra traiettoria.  di Gianpiero Timossi.  http://www.fondazionegenoa.com/news/index.php?id=18&men=4&pos=1&temp=2&typ=2&cont=780