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GASPERINI: “GENOA E’ HABITAT NATURALE”

2 ottobre 2013

Occhi febbrili e la smania di mettersi al lavoro, per affrontare la salita del poco tempo a disposizione. Domenica si gioca. Il terzo giorno da tecnico bis del Genoa, dopo l’investitura del presidente Preziosi, è iniziato presto per Gasp. Alle 8.30 si muoveva già nel suo ufficio, tra il tasto play del video-registratore e la rassegna con le sue prime parole.

Lo stesso ufficio che il club gli aveva consegnato anni fa, adiacente a dov’è sistemata la squadra di collaboratori. Una foto con l’amico don Gallo sulla scrivania. I 1.500 messaggi spediti dai tifosi. E poi una selva di documenti, carte, dati, relazioni.

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La nuova avventura regala stimoli fuori dalla norma. E pazienza se le aspettative siano eccessive, nella misura dell’affetto con cui è stato accolto. Fa parte del mestiere. “Credo che le esperienze, a maggior ragione negative, lascino qualcosa d’importante.

Considero il Genoa un po’ il mio habitat naturale. Insieme al presidente Preziosi, ai giocatori del nucleo storico, ai tifosi, ci eravamo tolti tante soddisfazioni in passato. Spero di riaprire un ciclo fortunato, anche se il calcio in questi anni è cambiato. E’ diventato più difficile essere imprevedibili”.

Il lavoro è la ricetta a cui si appellano tutti, quando serve tirare fuori i piani dal cassetto e valutare gli ingredienti a disposizione. Ma che spettacolo vederlo allenare ancora su quel campo, gesticolare all’impazzata, tirare fuori la voce. Il passato non torna, il futuro è adesso.

 “E’ importante cercare di trasmettere, a chi ne ha meno dimestichezza, l’amore per il Genoa, i valori della genoanità, il senso di appartenenza, l’entusiasmo, lo spirito in cui si identificano i genoani. Sarebbe un bel primo passo”.