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CHIAPPINO: GENOANI VENITE DOMENICA

19 maggio 2016

Tutta una stagione dentro una partita. E’ il sale del calcio. Domenica allo Sciorba Stadium il Genoa Under 17 si gioca con il Torino, in gara secca, il passaggio al secondo turno dei play-off. Per accedere all’eventuale confronto, sempre in casa, con la vincente del match tra Milan e Bologna. Alle ore 15 i grifoncini scenderanno in campo per alimentare il sogno e inseguire la qualificazione alla Final-Eight, con gli altri top team della cerchia.

Sfrugugliare tra gli stati d’animo dei ragazzi è un esercizio quotidiano per un tecnico come Luca Chiappino, che a livello giovanile ha vinto scudetto, Coppa Italia e Supercoppa con la Primavera, centrando la qualificazione alla Final-Eight per tre anni e una per i play-off. Tutto qui? Macché! Per due volte ha portato gli Allievi alla Final Eight, perdendo una finale con il Milan, e raggiungendo un’altra volta i play-off. Al Genoa dal 1981. Dal 1993, anno del centenario, allenatore nel settore giovanile.

Partiamo dalla fine. Dagli scongiuri pensando agli incroci nei precedenti con il Torino. “Li abbiamo incontrati tre volte ottenendo tre vittorie, due in campionato e una senza però squadre al completo. Questa sfida la vincerà la squadra più pronta sul piano mentale, visto che pregi e difetti sono conosciuti. Il Toro è una squadra molto forte e ha qualcosa più di noi a livello di organico. Solo puntando su determinazione e compattezza possiamo spuntarla”.

Quella compattezza che sta allenando al San Carlo di Voltri dove si svolgono le sedute e dove è sbocciata la crescita del team, dopo un inizio non esattamente da ricordare. “E’ stato un lavoro progressivo sfociato nei miglioramenti a livello collettivo e nei risultati conseguiti. Questo è il gruppo più allenabile avuto a disposizione negli ultimi anni. Con voglia e spirito di sacrificio hanno cambiato direzione all’annata. Sarebbe una gratificazione per i ragazzi vedere tanti genoani domenica. Se lo meritano per l’impegno che ci hanno messo”.

Il significato di un incontro in cui ti giochi un anno va spremuto come quando si tira fuori il succo. E si va alla ricerca dell’essenza delle cose, un’arte di prestigio.“E’ una partita molto importante che vale come premio. Ora andiamo a vedere se e cosa ci sia oltre a quanto abbiamo fatto. Stiamo lavorando per mantenere la condizione atletica e presentarci nelle condizioni mentali idonee. Il rischio è di arrivare troppo carichi o, peggio, troppo sicuri di sé. Guai al mondo”.