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Orgogliosi di essere italiani.

1 luglio 2012

Editoriale di Luca Barabino

Cio' che e' successo venerdì a Brussels, cio' che e' stato riportato sabato da tutti i giornali del mondo occidentale, e' qualcosa che ci deve inorgoglire. Assai più del pur importante successo sportivo di giovedì a Kiev.

Per la prima volta da quarant'anni il mondo intero, politico e istituzionale, nutre ammirazione verso il nostro paese, nelle misure intraprese, nelle indicazioni suggerite a livello internazionale, nell'interesse collettivo dimostrato. Per la prima volta, da quando personalmente ricordi, il nostro paese, e' la “nazione guida” per il superamento della più importante e grave crisi internazionale ed europea del dopoguerra.

Per la prima volta il mondo intero nutre apprezzamento in un leader istituzionale italiano sopra le parti, Mario Monti, che ha lavorato mesi per conquistare e far conquistare credibilita' e fiducia dapprima al proprio paese, poi all'Europa intera, sui mercati mondiali. Per la prima volta, questo direttivo si e' imposto a tutti gli altri omonimi europei, con proposte e provvedimenti nell'interesse sovrano dell'Europa unita.

Il nostro non vuole essere un giudizio politico, nè un'opinione di parte. E' la semplice constatazione di una serie di dati di fatto di incommensurabile valore per il futuro di tutti noi, ad iniziare dai nostri giovani, dai nostri ragazzi. E' la naturale consapevolezza di ritenersi finalmente orgogliosi di essere istituzionalmente rappresentati a livello internazionale.

Non eccediamo nelle correlazioni con i risultati sportivi dei Campionati Europei di Calcio perche sarebbe banale ed impoverente, ancorche' certamente simbolico. Non a caso, molti media intrenazionali hanno colto l'incrocio dei due eventi, come un elemento caratterizzante: “Italia batte Germania…” recitavano molti giornali stranieri.

E' pero' vero che ieri e' successo qualcosa che puo' far sentire noi italiani finalmente orgogliosi di esserlo e, per una volta – come hanno scritto i Direttori del Corriere della Sera, De Bortoli e de La Stampa, Calabresi o ancora, il bellissimo corsivo di Gramellini, sempre su La Stampa, ma anche come hanno ribadito tanti commentatori economici e politici internazionali – convincersi di essersi svegliati, stamane, in un paese diverso. L'Italia.

Un paese dalla credibilita' e dalla reputazione ritrovata. Un paese in cui, fare la propria parte, puo' e deve tornare ad essere motivante.

Buon week end.

Luca Barabino

 

 

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