Sito non attivo. Questo sito non è aggiornato e contiene informazioni storiche fino alla data del 30 giugno 2017. Per ulteriori aggiornamenti clicca qui

News

MISTER BIANCHI, LA VITA E’ UN TESORO

16 giugno 2017

C’è un’isola felice, disegnata con il pennarello rosso e quello blu, nella cartina geografica in cui si rispecchia la città. Un luogo sicuro dove portare i propri figli a divertirsi, sotto la custodia di tecnici, ma prima ancora uomini ed educatori, che insegnano le regole del buon vivere, prima di mostrare come si stoppi il pallone. Curano i dettagli sul prato dello Sciorba Stadium, la casa della Cantera Genoa B&P, con le attenzioni che riservano al giardino di famiglia. Impossibile sradicare i sentimenti. Andrea Bianchi brilla tra i ‘guardiani’ del faro. Una colonna, una trave portante, nell’isola che c’è. Eccome. Ore a studiare, a insegnare. Per il coordinatore tecnico e scouting della scuola calcio, non ci sono pirati da respingere dal ponte di comando. Solo bambini da accogliere a braccia aperte. Per instillare in loro il dono della genoanità, farli crescere diritti, raccontare storie come la sua. Dal Genoa al Genoa. Passando per il Genoa.

Andrea Bianchi era un adolescente di 12 anni, quando entrò tra le fila degli Esordienti, per vestire la casacca del club più antico in Italia.“Da lì ho compiuto tutta la trafila al Pio XII, l’attuale campo della prima squadra. Giovanissimi, Allievi, Berretti, Primavera. Sono cresciuto con allenatori , mostri sacri nella storia delle nostre giovanili, come Mainetto, Maselli e Perotti. Ho impresse nella mente le lunghe attese sulla pista di atletica, aspettando che si liberasse il terreno di gioco per poterlo calpestare. Ho avuto la fortuna di entrare e compagni come Murgita, Sgrò, Signorelli, Eranio e altri ancora. Nei primi anni Novanta poi sono stato aggregato alla prima squadra. Alla vista dello spogliatoio del Ferraris, la prima volta, provai un’emozione intensa, anche un po’ strana. I ricordi a cui i miei genitori sono rimasti legati, me lo dicono spesso, più che all’esordio tra i professionisti, riconducono a quando partivamo in auto per venirmi a vedere ragazzo nei tornei in cui ero impegnato”.

Guardare avanti, mica guardare indietro. E’ un comandamento per chi è abituato a scrutare l’orizzonte, verso nuove avventure e nuove facce da accudire. Non fissare la scia dietro. O puntare lo sguardo nello specchietto retrovisore. Beh, in auto sì. “L’esperienza più gratificante? Quella che sto facendo adesso, da alcuni anni. Non mi mancano le stagioni come calciatore. Nella scuola calcio ragioniamo con input collettivi, ognuno mette a disposizione le proprie conoscenze, sappiamo di lavorare con e per obiettivi comuni. Siamo un gruppo attaccato al Genoa, come frutti appesi all’albero. Cosa comunichiamo ai ragazzi? Al di là degli aspetti sportivi – il calcio è diventato più veloce, c’è meno tempo per pensare – cerchiamo di trasmettere il senso dei nostri valori. Quelli che ci spingono a lavorare felici. Amore per la maglia, senso di appartenenza al primo posto. Giocare per i nostri colori, per i compagni, per la squadra, la società. Punti di forza da portare in palmo di mano”.

Si sa che la vita presuppone le sue traiettorie. Non è sempre facile saltare gli ostacoli, trovare il modo per scavalcare le barriere. Ma a volte la vita stessa regala meravigliose sorprese, perle da lucidare come tesori un giorno sì e l’altro pure. Ad Andrea è capitato. Ed è stato un trionfo. Più di quelli che riposano nella bacheca della scuola calcio. “Ho un figlio disabile, Cristian, che è il mio orgoglio. Mi ha fatto il dono di poter crescere in fretta come uomo, in un percorso che non è stato facile da affrontare soprattutto all’inizio. Credo che l’integrazione per i ragazzi e le persone con disabilità passi obbligatoriamente dalla frequentazione con persone senza disabilità. E’ brutto e poco produttivo rinchiuderli in eventi organizzati tra di loro. Lo sport può aiutare all’inserimento, deve però avere una matrice inclusiva e non esclusiva, se si vogliono ottenere risultati”.

 

Sito non attivo

 

Questo sito non è aggiornato e contiene informazioni storiche
fino alla data del 30 giugno 2017.

 

Per ulteriori aggiornamenti clicca qui